RICONOSCIMENTI

Premio alla Carriera

Eugenio La Rocca

Eugenio La Rocca, nato a Nola nel 1946 e laureato con Achille Adriani a Napoli nel 1968, è stato un serio e autorevole responsabile della tutela e della valorizzazione di Roma antica, sia come Direttore dei Musei Capitolini (1981 - 1986) e Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma (1993 - 2008), sia come archeologo, storico dell’arte e curatore di importanti mostre.
Ma la sua attività scientifica comprende anche importanti missioni di scavo. Tra le altre, all’estero, le indagini in Turchia, nel territorio delle città di Iasos e di Bargylia; e, nella stessa Roma, le ricerche archeologiche nell’area dei Fori Imperiali, che ha diretto dal 1997, e i successivi interventi, da lui curati - in collaborazione con la Provincia di Roma - nelle cantine di Palazzo Valentini, che hanno svelato la presenza di alcune domus di età medio e tardo-imperiale.
Una scoperta, questa, che si aggiunge a molte altre che hanno segnato la sua presenza al Campidoglio. Tra le più suggestive si contano la ricomposizione della decorazione frontonale del tempio di Apollo Sosiano; la scoperta sul Colle Oppio - nel cosiddetto Criptoportico delle Terme di Traiano - dell’affresco che rappresenta una città e di due mosaici parietali con Muse e Satiri che vendemmiano, riportati dalla stampa internazionale; il rinvenimento di un settore della scena del teatro di Marcello, o la restituzione del podio dei Propilei del Portico di Ottavia, del tempio dei Castori, per citarne solo alcune.
In qualità di Sovraintendente ha altresì coordinato rilevanti interventi di restauro di monumenti e spazi pubblici, come la scalinata di Piazza di Spagna, gli edifici Capitolini e la Cordonata, Piazza del Popolo, gli edifici di Villa Torlonia, finalmente aperti al pubblico, quelli della Birra Peroni, destinati a ospitare la Galleria Comunale di Arte Contemporanea, settori delle Mura Aureliane, i resti delle Terme di Traiano, i ponti principali della città.
Tra i numerosi progetti di ristrutturazione e allestimento museali si annoverano interventi che hanno notevolmente migliorato la fruizione del patrimonio più antico della capitale: l’esposizione della Centrale Montemartini, un raro esempio di felice convivenza tra statuaria antica e archeologia industriale; la recente sistemazione dell’Ara Pacis che, pur nel dibattito acceso per il progetto di Richard Meier, protegge un eccezionale monumento dell’età augustea, con annesso museo e auditorium; il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia; l’insieme delle raccolte capitoline, che ora godono di un itinerario in grado di mettere in collegamento i vari edifici anche attraverso il ripristino della galleria sotterranea, con le principali emergenze monumentali del colle. E oggi, dal nuovo padiglione del Giardino Romano nel Palazzo dei Conservatori, dove si possono ammirare la statua equestre di Marco Aurelio, la testa colossale di Costantino e gli imponenti resti del tempio di Giove Capitolino, si può attraversare la piazza con il percorso sotterraneo, risalire nel Tabularium, conoscere il tempio di Veiove e infine godere di uno spettacolare affaccio sul Foro Romano.
Membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, Membro Corrispondente dell’Accademia dei Lincei – Classe “Scienze Morali”, Corresponding member dell’Archaeological Institute of America, Eugenio La Rocca ha pubblicato un poderoso numero di lavori scientifici, in Italia e all’estero: su problemi della cultura figurativa di età greca e romana, sui rapporti fra arte e ideologia politica, sulla topografia e sui monumenti di città ellenistiche e di Roma, sull’iconografia dei “barbari”; ma è altrettanto ricca la sua produzione nei cataloghi di mostre importanti, curate da solo o in collaborazione con altri archeologi. Fra le numerose esposizioni, ricordiamo: “Amazzonomachia: le sculture frontonali del tempio di Apollo Sosiano”; “Le tranquille dimore degli dei”, con la ricontestualizzazione dei reperti rinvenuti negli Horti Lamiani, abitati da Caligola; “Glass of Caesars” (Londra); “Hispania Romana, da terra di conquista a provincia dell’impero”; “Aurea Roma. Dalla città pagana alla città cristiana”, fino ai più recenti “Trionfi romani”, allestiti nel Colosseo.
Dal 2000 è Professore Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana nella Sapienza Università di Roma: un impegno, quello della docenza, che è iniziato a Siena, negli anni 1986 – 87 ed è proseguito a Pisa dal 1990 al 1993.
La romanità, conosciuta nelle sue maggiori espressioni artistiche originali, continua ad essere fonte inesauribile dei suoi studi e dei suoi progetti: dopo la mostra: “Il colore del tempo. La pittura a Roma e nell’impero romano”, che sarà ospitata a breve nelle Scuderie del Quirinale, sarà la volta di: “L’età della conquista. L’arte a Roma in età tardo-repubblicana”, la prima di una serie di esposizioni nel Palazzo dei Conservatori dedicate all’arte romana.