E dal 1949, quando si è laureata in Lettere a 22 anni presso lUniversità di Bologna, sua città natale, che Paola Pelagatti dedica la sua attività allarcheologia: come ricercatrice, soprintendente, docente universitaria e nel lavoro sul campo. Dalla prima borsa di studio per l_cole du Louvre, è stato un susseguirsi di impegni che lhanno condotta in varie regioni italiane e allestero. Vincitrice del concorso per la Scuola archeologica di Roma, nel 1953 completa i suoi studi specialistici nella prestigiosa Scuola archeologica Italiana ad Atene, dove resta fino al 1961 come segretaria-bibliotecaria, recandosi spesso a Sparta per approfondire lo studio della ceramica laconica, oggetto della sua tesi di laurea.
Il primo incarico statale è del 1961, quando entra nellAmministrazione delle Antichità e Belle Arti presso la Soprintendenza delle Antichità della Sicilia orientale, dove supera il concorso e diventa ispettore: un legame, quello con lisola, che non verrà mai meno, e che ha inizio con le ricerche effettuate in diversi siti, coronate da importanti risultati. In particolare, a Camarina, ha messo in luce lorganizzazione urbana dellantica città greca e lagorà; mentre a Naxos ha condotto ricerche mirate allimpianto del V sec. a.C., che ha rivelato are sacre negli incroci viari.
Una parentesi al Museo dellErmitage e a Mosca per ricerche museografiche, e poi di nuovo in Sicilia, dove nel 1973 assume la reggenza della Soprintendenza di Siracusa. Non finisce lanno che diventa Soprintendente alle Antichità del Piemonte, ma nel 1975 ottiene di ritornare a Siracusa, rimanendovi con la stessa qualifica fino al 1979.
E di quellanno la nomina a Soprintendente dellEtruria meridionale, dove rimane a lungo e si dedica alla sistemazione dei vari musei, con unattenzione particolare rivolta ai magazzini, ai depositi pieni di reperti straordinari, che sono stati catalogati e ordinati.
Nel 1989 ricopre la cattedra di Archeologia-metodologia dello scavo nellUniversità della Calabria, a Cosenza, e lanno dopo prosegue la strada accademica a Viterbo, nellUniversità della Tuscia, restandovi fino al 1998 e lavorando con lintelligenza e la passione che la contraddistinguono, alla tutela e alla valorizzazione della civiltà etrusca. Oltre ad aver progettato a Mosca la prima mostra sugli etruschi, dal 1979 ha infatti organizzato una serie di convegni dallo stesso titolo: Antichità senza provenienza. E stata uniniziativa meritoria perché, rivolta ai danni procurati dagli scavi clandestini, ha dato lavvio al riconoscimento di molti oggetti trafugati attraverso dimostrazioni scientifiche, che sono state alla base delle lunghe trattative che, di recente, hanno riportato in Italia tanti capolavori da musei stranieri.
Membro del Comitato di settore per i Beni archeologici del Consiglio nazionale del Ministero per i Beni Culturali dal 1989 al 1997, ricoprendo anche la carica di Vice presidente per alcuni anni, è redattore del Bollettino dArte per lepoca antica dal 1979. Questo impegno, che continua a svolgere con generale apprezzamento, riguarda una delle più autorevoli riviste del settore a livello mondiale edito dallIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato - che, da un secolo, è organo di informazione e approfondimento sul nostro patrimonio archeologico, artistico e architettonico. E proprio sul numero speciale del Centenario è apparso il suo più recente contributo: Archeologia e Bollettino dArte: una relazione difficile?.
Autrice di alcune centinaia di pubblicazioni scientifiche, membro della giuria del Premio Strega, Paola Pelagatti è Honorary Yellow della British School at Rome, Socio corrispondente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, socio corrispondente dellIstituto Archeologico Germanico di Roma, membro nazionale Ordinario dellIstituto di Studi Etruschi. Di recente, per i tipi dellElecta, le è stato dedicato un volume di Studi di antichità classica, Demarato, ed è stata protagonista del Convegno su Camarina, a 2600 anni dalla sua fondazione.
Sono numerosi i riconoscimenti ricevuti nella sua carriera, ma quello cui tiene in modo particolare è lessere diventata Cittadina onoraria di Giardini-Naxos: la prima colonia greca di Sicilia. |