Presentazione del Festival

In quest’ultimo anno ci sono stati, più del solito, convegni scientifici che hanno riservato una parte rilevante alla comunicazione archeologica. Evidentemente, a fronte di una domanda crescente di informazioni, permane una risposta insufficiente per quanto concerne la divulgazione.
In realtà ancora molti siti sono privi di adeguato apparato didattico e molte notizie, relazioni, ricerche, restano circoscritte, come luoghi e mezzi espressivi, in ambiti accademici. Se tra i mezzi di informazione i documentari, grazie alle immagini, rivestono un ruolo privilegiato, diventa allora più importante la loro diffusione perché completano le conoscenze relative a una scoperta, spiegano in modo articolato i diversi aspetti delle civiltà antiche, e lo spettatore ha la possibilità di vivere quasi in diretta le fasi di uno scavo, con una partecipazione che nessun’altro tipo di comunicazione può offrire.
Del resto, tra le scienze umane è proprio l’archeologia che, attraverso gli apporti interdisciplinari e virtuali, consente conoscenze che riescono a coniugare suggestioni e valore scientifico: un’attualizzazione dell’antichità che attraversa la storia del mondo restituendole significati, valenze, dimensioni, colori.
Per questi motivi, ma non solo, il Festival Capitello d’Oro è giunto alla quarta edizione con un’adesione di partecipanti sempre in aumento. Le altre motivazioni si devono, credo, alle offerte cinematografiche di qualità, agli “Incontri” che si svolgono nelle sue giornate, all’organizzazione di Gianfranco Proietti, presidente di Microcosmi, e del suo staff. Le proposte della rassegna internazionale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, continua quindi per i suoi presupposti iniziali – promozione culturale, divulgazione corretta – ad avere il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e del suo Presidente, dell’Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio.
Una collaborazione che si rafforza di anno in anno, un team collaudato pronto ad affrontare i dibattiti, le domande, le richieste di un vasto pubblico che chiede un cartellone di alto profilo. Nell’edizione 2009 sono presenti documentari che hanno vinto prestigiosi Festival, inediti o selezionati tra le produzioni più recenti che riguardano siti tra i più noti - la Piramide di Cheope, il Partenone di Atene, Gerusalemme, Troia - ma anche scoperte in località vicine, destinate a catturare l’interesse del pubblico per gli inaspettati contenuti.
E’ una grande soddisfazione notare che da quando è iniziato il “Capitello d’Oro” sono aumentate le partecipazioni di film italiani, con un’attenzione anche della cinematografia d’autore; del resto, uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati sin dall’inizio era proprio quello di stimolare prodotti nazionali, considerando l’elevato livello dei nostri registi e tecnici.
L’adesione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la Direzione Generale per i Beni Archeologici di Stefano De Caro, è un incoraggiante sostegno, anche perché è proprio questa istituzione che, oltre ad aver scelto il nostro Festival per il riconoscimento al “Museo dell’Anno”, collabora attivamente alla “Sezione Didattica”, con la presentazione di documentari realizzati da Soprintendenze, Musei, Università. Un’iniziativa unica nel suo genere, che incrementa la documentazione del patrimonio italiano più antico, considerato nei diversi aspetti, e che non mancherà di suscitare sorprese.
Gli “Incontri con l’Archeologia” consentono, come nelle precedenti edizioni, di approfondire argomenti nuovi e affrontare argomenti di attualità. Per la serie dedicata agli imperatori romani di origine straniera, quest’anno sotto i riflettori c’è Caracalla: un’occasione per soffermarsi sul decreto che concedeva nel 212 la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’impero e che verrà esaminato negli effettivi apporti e conseguenze.
Ma pure l’altro “Incontro”, relativo all’archeologia subacquea e al paesaggio marino, sono sicura che interesserà i partecipanti, perché presenta i progetti innovativi in questo settore, a livello locale e nazionale; mentre il dibattito su ciò che provoca il fascino dell’archeologia - come fruizione e comunicazione - contribuisce a focalizzarne importanza e valorizzazione.
Nel ringraziare quanti - e ricordo in particolare l’orafo Gerardo Sacco - hanno contribuito alla realizzazione del programma, si unisce sempre l’augurio di portare avanti il progetto con contenuti capaci, sì, di intrattenere in modo piacevole, ma soprattutto in grado di renderci più consapevoli della nostra storia.

Marisa Ranieri Panetta
Ideatrice e curatrice del Capitello d’Oro – Festival Internazionale del Cinema Archeologico