L’archeologia: fonte di vitalità e scambio interculturale

Pochi luoghi al mondo come Roma e la sua Provincia racchiudono una così alta densità di testimonianze storiche, memorie artistiche, stratificazioni culturali e tesori archeologici conosciuti e ammirati da secoli o ancora da scoprire. Una ricchezza unica e incommensurabile, una straordinaria risorsa nelle nostre mani che dobbiamo valorizzare al meglio, anche perché parte delle sue potenzialità appaiono, ad oggi, tuttora inesplorate.
Ma Roma e la sua Provincia non sono solo storia e antichità. Sono anche un tessuto dinamico di impresa, tecnologia, ricerca.
Un territorio proiettato nel futuro, che cerca nei suoi talenti e nei settori più innovativi la forza per rilanciare una nuova stagione di sviluppo.
Proprio questi due elementi, la storia e l’innovazione, trovano una straordinaria sintesi nella felice intuizione che quattro anni fa ha dato vita al Festival Internazionale del Cinema Archeologico Capitello d’Oro. Non a caso uno dei settori più forti e innovativi dell’industria romana, capace di coniugare già in sé una ormai consolidata tradizione e la voglia di esplorare strade sempre nuove, è proprio quello dell’audiovisivo e del cinema, che in questo Festival trova un’opportunità per applicare le proprie competenze e le proprie professionalità.
Grande importanza hanno infatti le tecniche di trasposizione e comunicazione al pubblico del materiale culturale perché in questa manifestazione non ha rilievo solo cosa si dice ma anche come si offre allo spettatore il prodotto dello studio archeologico.
Il Capitello d’Oro si presenta oggi come una importante rassegna che, crescendo di stagione in stagione, riesce ad essere, al contempo, una vetrina per la promozione di tanti artisti, tecnici e ricercatori impegnati nella produzione dei documentari ed uno strumento di conoscenza che offre ad un pubblico vasto e variegato la possibilità di compiere uno straordinario itinerario culturale.
Un viaggio nell’archeologia contemporanea non solo come passione per l’antichità, ma come amore dell’avventura, piacere della divulgazione scientifica, scoperta delle differenze e delle radici comuni delle civiltà e dei popoli.
Il carattere internazionale della manifestazione inoltre spinge a considerare e rivalutare il patrimonio archeologico in una dimensione globale, guardando oltre i confini territoriali e culturali della civiltà romana.
Oggi proprio Roma si offre come palcoscenico privilegiato per una analisi equilibrata dei messaggi e dei valori tramandati dalle molteplici fonti dell’umanità.
La nostra città si caratterizza così non solo come unico ed irripetibile centro di interesse archeologico ma anche e soprattutto come luogo di incontro, di scambio e di sviluppo delle diversità culturali.
Questa è una delle principali peculiarità dell’evento che la Provincia di Roma ha contribuito ad ideare, sostenere e realizzare.
L’auspicio è che l’iniziativa valicati i confini nazionali, sulla spinta di una benefica sinergia di intenti, percorra, quale ideale carro culturale, i mille luoghi definiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, affinché tale definizione non sia solo una mera citazione ma divenga effettiva fonte di vitalità e di scambio interculturale.


Nicola Zingaretti
Presidente della Provincia di Roma