Presentazione del festival

Il terzo appuntamento con gli appassionati di archeologia offre un cartellone che ribadisce i punti fermi delle precedenti edizioni e presenta novità.

I documentari inediti, o premiati in altre rassegne, anche quest’anno attraversano millenni e continenti – Russia, Africa, Sud America, Europa, Medio Oriente – con argomenti originali; in alcuni casi rivelando opportunità di confronto fra diversi metodi di scavo e di conservazione, in altri avvalendosi di contributi antropologici e ricerche cinematografiche d’archivio.

La forza delle immagini mette subito in contatto lo spettatore con la vita antica, ha la possibilità di far vedere e far capire nello stesso tempo, seguendo le evoluzioni delle indagini e contestualizzando i ritrovamenti. Maggiore è quindi la capacità di suscitare interesse, rispetto ad altri mezzi di comunicazione, perché consente anche di partecipare emotivamente alle scoperte. E non ha bisogno di ricorrere all’evocazione di misteri a tutti i costi o alla notizia sensazionale: la realtà, di qualunque epoca, senza astrarre o semplificare, è di per sé in grado di coinvolgerci in avventure sempre nuove ed entusiasmanti.

Con questa certezza, condivisa dall’organizzatore del Festival Gianfranco Proietti, il Capitello d’Oro si ripresenta al suo pubblico con proposte che promuovono l’archeologia attraverso contributi diversi nelle tecniche e nel modo di raccontare: dalle produzioni di History Channel, caratterizzate da una narrazione avvincente, a quelle europee tradizionalmente più attente alla ricerca sul campo, come quelle di Rai Cinema e Rai Tre, alle ricostruzioni virtuali, ai filmati più brevi di soprintendenze, musei e università.

La rassegna, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, comprende inoltre i consueti Incontri di approfondimento e attualità che quest’anno riguardano: il rapporto fra istituzioni locali e valorizzazione archeologica; la figura di Settimio Severo, seguendo gli appuntamenti con gli imperatori di origine straniera; il legame archeologia-cinema, asse portante dell’evento, che prende spunto da alcune riprese inedite, girate nel 1931 in Egitto. Si tratta di un dono del prof. Adriano La Regina, restaurato da Microcosmi, del quale gli siamo particolarmente grati.

Se il numero tre sa di consolidamento, il sostegno della Provincia di Roma ne è la conferma. Accanto a noi sin dalla sua ideazione, continua a credere nel nostro prodotto culturale con il Presidente Nicola Zingaretti e Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali, e questo non può che rassicurarci sulla serietà e la passione che animano il progetto. Così l’adesione della Regione Lazio come Ente co-promotore dell’iniziativa, attraverso l’Assessore all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Filiberto Zaratti, tenace difensore della salvaguardia del patrimonio ambientale, che della tutela archeologica è indispensabile premessa, e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare, della Direzione generale per il Cinema, guidata da Gaetano Blandini, e della Direzione generale per i Beni Archeologici, retta da Stefano De Caro, che ci affianca nella promozione della Sezione Didattica: una panoramica sorprendente del nostro paese attraverso le istituzioni preposte alla ricerca e alla salvaguardia. E, come in precedenza, il valido sostegno di Poste Italiane affianca la nostra iniziativa.

I componenti della Giuria del Festival, archeologi ed esperti della comunicazione culturale, sotto la presidenza di Sergio Zavoli, conferiranno il Premio Capitello d’Oro al regista del filmato vincitore, mentre il pubblico, motore e protagonista dell’evento, assegnerà il Capitello d’Argento alla produzione del documentario che gradirà maggiormente: un giudizio, espresso mediante schede di voto, che nel 2006 è coinciso con le preferenze degli esperti.

Una Giuria speciale, presieduta da Angelo Maria Ardovino, Dirigente del Servizio I – Tutela patrimonio archeologico, della Direzione dei Beni archeologici del MiBac, sceglierà invece il filmato vincitore della Sezione Didattica: sono i direttori di alcune Accademie straniere di grande prestigio presenti a Roma, che operano attivamente con scavi, ricerche, aprono agli studiosi le loro ricche biblioteche, organizzano convegni di alto rilievo scientifico, dimostrando rispetto e amore per le nostre antichità.

La Direzione generale per i Beni Archeologici conferirà poi una Medaglia al Museo dell’Anno, scelto fra quelli che hanno realizzato una comunicazione più efficace per i reperti conservati al loro interno, riconoscendo nel Festival lo scenario più appropriato per un tale apprezzamento.

Gli altri Premi alla Carriera, sempre creazioni del maestro Gerardo Sacco, riguardano due figure di archeologi che si sono distinti nella loro attività per competenza e risultati.

E’ dunque un programma che, pur concentrato sulla rassegna cinematografica, si propone di soddisfare curiosità e interessi diversi, di stimolare la produzione italiana nel settore, far conoscere da vicino i grandi protagonisti dell’archeologia, infine – ma è la premessa – di comprendere meglio le nostre identità ricostruendo i tasselli di una storia comune.  

Marisa Ranieri Panetta
Ideatrice e Curatrice del Capitello d’Oro – Festival Internazionale del Cinema Archeologico