Valorizzare il patrimonio, archeologico e cinematografico

Giunto alla sua terza edizione, il Festival internazionale del cinema archeologico Capitello d’Oro rappresenta una realtà ormai consolidata nel panorama dell’offerta culturale della nostra città e della nostra Provincia. Un’esperienza nata da una felice intuizione della precedente amministrazione provinciale che ha visto crescere nel corso di questi tre anni la sua importanza e il richiamo nei confronti del pubblico e che, da parte nostra, continueremo a sostenere con convinzione, come elemento integrante di una filosofia di sviluppo basata sulla qualità, la creatività, la valorizzazione dei talenti e delle vocazioni territoriali.
Fra queste, per la nostra Provincia, il patrimonio artistico ed archeologico e l’industria cinematografica rappresentano senza dubbio due risorse fondamentali. Il nostro obiettivo deve essere quello di offrire a questa ricchezza l’opportunità di essere pienamente valorizzata. Ed ecco allora l’importanza di questo festival, una rassegna che riesce a coniugare la funzione essenziale di promozione di tanti artisti, tecnici e ricercatori impegnati nella produzione dei documentari, ad una schietta e positiva funzione didattica e di conoscenza, rivolta alla fruizione di un pubblico vasto e non solo settoriale.
Credo che anche il Festival di quest’anno possa rappresentare, per tutti i suoi spettatori, uno straordinario viaggio nell’archeologia contemporanea, offrendo a tutti la possibilità di attraversare l’inesauribile ricchezza di un patrimonio spesso poco conosciuto, fra la curiosità per le nuove scoperte e il fascino del grande reportage, che è anche conoscenza di culture diverse e occasione di scambio e condivisione di esperienze fra i popoli.
La bellezza dell’arte e della storia delle diverse civiltà non è soltanto un bene da contemplare e proteggere come un oggetto sotto vuoto. Ma una risorsa da vivere quotidianamente, nel presente, svelandone tutta l’attualità.
Proprio per questo, il racconto del patrimonio archeologico attraverso lo strumento del docu – film appare una scelta quanto mai felice: perché capace di unire in un vivace connubio il richiamo alla ricchezza della storia e della tradizione culturale del nostro territorio con una forte spinta verso quell’innovazione delle tecnologie e dei linguaggi della comunicazione necessaria ad avvicinare a questo patrimonio il grande pubblico ed, in particolare, le nuove generazioni.
Vorrei ringraziare la presidenza della Repubblica che ha concesso anche quest’anno il suo Alto Patronato, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e tutte quelle Soprintendenze per i Beni Archeologici che hanno collaborato presentando alcuni filmati sui siti sottoposti alla loro tutela, l’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio, l’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma per il sostegno alla preparazione di questa terza edizione del festival.
Un ringraziamento particolare a Marisa Ranieri Panetta, ideatrice e curatrice della rassegna, all’Associazione Microcosmi Onlus e al senatore Sergio Zavoli, che anche quest’anno ha accettato di presiedere la giuria di esperti chiamata a scegliere il docu-film vincitore.

Nicola Zingaretti
Presidente della Provincia di Roma